D2D:#WISTER – INTERVISTA A NICOLETTA STACCIOLI

nicoletta-staccioliGli Stati Generali dell’Innovazione, la Rete Wister e la  Direzioni Srl organizzano e promuovono il I° learnig meeting su Donne e utilizzo dei Social Network. L’evento si terrà a Padula in Provincia di Salerno dal 19 al 20 Luglio nella splendida Certosa di S. Lorenzo. Ne parliamo con Nicoletta Staccioli  ex geek girl, lavora in ambito IT da  più di 25 anni, ricoprendo ruoli tecnici e di gestione progetto in ambito sia pubblico che privato, oltre ad una parte dedicata alla formazione e alfabetizzazione digitale. Dopo alcuni anni trascorsi ad occuparsi di software gestionali per processi telco, ha lasciato il privato per avvicinarsi a nuove tematiche più vicine al sociale (principalmente politiche del lavoro), a cui è da sempre interessata.

Nel 2008,  si è concessa un periodo sabbatico, per frequentare una Business School presso un’università americana, per approfondire social media e marketing, quando il microblogging era ancora un’esperienza per pochi. Attualmente, svolge attività di PM, progettazione web e content curation, su temi dell’immigrazione e delle politiche del lavoro. Collabora con Informatici Senza Frontiere e ha svolto corsi di alfabetizzazione digitale per le donne anche in Africa. Da più di 15 anni, accompagna gruppi in giro per il mondo.

Perchè Wister?

N.S. Perché c’è bisogno di condivisione e di proporre nuovi modelli di formazione e di collaborazione per poter ‘educare’ alla parità di genere.

Inclusione ed alfabetizzazione digitale. Cosa fare e come fare?

N.S. Mi piacerebbe che nascessero vari gruppi operativi territoriali (anche piccoli) che possano svolgere azioni di inclusione/alfabetizzazione digitale, nonché di rappresentanza.

Perché questa prima iniziativa al Sud?

N.S. Ho accettato volentieri di partire dal Sud, perché è inutile nasconderci che viviamo in un paese che cammina a due (e più marce) anche da un punto di vista geografico.

Quali prospettive dopo il I Learning meeting?

N.S. Pragmaticamente, ce lo diremo al termine di questo primo meeting. Il desiderata, sarebbe la costruzione di un intervento replicabile, una sorta di best practice per avvicinare donne e tecnologia.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *