L’innovazione a scuola: intervista alla Dirigente scolastica Annarita Carrafiello

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La Professoressa Anna Rita Carrafiello dirige l’Istituto Comprensivo “Jacopo Sannazzaro” ad Oliveto Citra in Provincia di Salerno.  

25 Classi, 431 alunni e 52 docenti.

Questo l’esercito degli innovatori!

 

Su questo istituto sono attivi ben nove progetti di Innovazione, tra i quali:

  • LA SCUOLA DIGITALE promosso dal MIUR DGSSSI (Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi), ANSAS (Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica), Universita' , Fondazione Agnelli, Istituto bancario San Paolo di Torino. Obiettivi: utilizzo delle ICT nella  didattica – Scuola Secondaria di I Grado  aa.ss. 2009/12, Scuola Primaria  aa.ss. 2010/2013introduzione  delle lavagne interattive multimediali LIM – Scuola Primaria
  • WIKI SCUOL@2.0 “Ambienti per l’Apprendimento” finanziato dal FESR AZIONI/OBIETTIVO A1, B1, E1. Obiettivo: dotazioni tecnologiche in ogni classe lim/notebook/netbook/tablet
  • DIDATEC – INDIRE –  promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione. Obiettivo: Formazione Docenti con ricaduta su tutte le classi della primaria e secondaria I grado. Insegnamento in presenza e in e-learning sull’utilizzo della tecnologia nella didattica
  • PIANO M@t.abel- finanziato dal PON FSE. Obiettivo: Apprendimenti di base con e- learning.
  • COMPETENZE DIGITALI – Piani Integrati co-finanziati dal PON FSE AZIONI B4, C1, D1. Obiettivo: Formazione docenti e alunni  con certificazione ECDL

Ci potrebbe dare una definizione di innovazione?

Innovazione non è necessariamente sinonimo di miglioramento; staticità, che è il suo opposto, neppure. Ma tra le due, un buon educatore, dovrà sempre accettare di correre un piccolo rischio, un piccolo mutamento di stato, per dare tutto ciò che gli è possibile ai suoi alunni.

Esistono oggi dei programmi che hanno innovato realmente la didattica?

No, o meglio, non solo. È facile abbandonarsi alla suggestione di una scuola “innovata” solo per via del numero di dispositivi in suo possesso. Quelli sono solo diversi tipi di supporto, strumenti di cui si avvalgono i veri innovatori, ovvero i Docenti. Quando si parla di innovazione nella didattica parliamo di nuove metodologie di insegnamento che sfruttano come catalizzatori gli strumenti di cui in oggetto della domanda, ovvero software e programmi multimediali. La vera innovazione, ancora e sempre, parte dalle risorse umane e non dai loro “utensili”.

Può esistere una integrazione tra gli strumenti di cui gli alunni fanno abitualmente uso ( smartphone, tablet ecc) e la didattica tradizionale?

Può e deve, come ho anticipato in precedenza queste nuove risorse velocizzano i processi di “cooperative learning”, “problem solving” e concorrono ad una fruizione della conoscenza non più impostata sul criterio induttivo ma deduttivo; configuandosi nella piena realizzazione della “ricerca-azione”.

I docenti hanno la consapevolezza delle potenzialità del web, soprattutto in relazione alla possibilità di condivisione e partecipazione?

I docenti dell’ Istituto Jacopo Sannazzaro costituiscono una classe docente “tecno-integrata”. Propongono, nella quotidianità della didattica, un uso del web diverso, utile e formativo. I  nostri studenti partecipano al loro processo di apprendimento grazie alla possibilità di combinare insieme diverse modalità di apprendimento. Le nuove conoscenze, il nuovo sapere viene posto in circolazione per essere a sua volta rielaborato da altri, in nuove forme di interazione in rete. Il motore del cambiamento nella direzione di una scuola innovata, maggiormente inclusiva, cooperativa e metacognitiva sono i docenti stessi.

I docenti utilizzano piattaforme specifiche per migliorare le proprie competenze digitali? Se si, quali?

L’accrescimento delle competenze dei docenti, in questo step preliminare, si avvale di metodologie di ricerca che oserei definire empiriche e pioneristiche. Nessuna strada è preclusa: tutto ciò che il web ha da offrire in modalità “open-source” e che viene collegialmente etichettato come datore di un qualche apporto positivo viene indagato, e riproposto agli studenti.

Cosa significa essere un Dirigente scolastico donna che fa innovazione al sud?

L’introduzione dell’«innovazione tecnologica» è esplicitamente indicata come una delle espressioni dell’autonomia organizzativa concessa alle scuole a partire dalla norma fondativa in materia, ovvero l’art. 21 della Legge 59/1997 (in particolare al comma 8), il Dirigente Scolastico ( uomo o donna, al sud o al nord) quale leader educativo ed organizzativo dell’istituzione di cui è a capo, riveste un ruolo centrale e decisivo per favorire e governare questo processo di innovazione volto a migliorare la qualità del servizio formativo – educativo offerto dalla scuola.

 

Per maggiori info potete visitare il sito dell'Istituto Comprensivo “Jacopo Sannazzaro” oppure scrivere una mail all'indirizzo saic81300d@istruzione.it 

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