una strategia inclusiva per una comunità intelligente

La diffusione del concetto di “Smart City” e di Comunità Intelligente negli ultimi anni ha favorito la crescita di una sensibilità specifica e la creazione di nuovi bisogni. Tutti i settori della società sono interessati a questo nuovo modello che integra l’efficienza delle risorse, il risparmio e la semplificazione, e che esalta l'utilizzo delle nuove tecnologie soprattutto per l'implementazione di pratiche partecipative e di trasparenza.

Il Governo italiano si muove in questa direzione tanto che l'anno scorso ha lanciato l’Agenda Digitale Italiana (ADI), seguendo la strategia europea EU2020 di impulso e di investimento verso l’ICT, che individua i programmi di modernizzazione attraverso l’utilizzo dell’ICT. I principali settori di intervento dell'ADI sono:  Identità digitale, PA digitale, Open data, Istruzione digitale, Sanità digitale, Divario digitale, Pagamenti elettronici e Giustizia digitale.

ma di cosa c'è bisogno per costruire una vera comunità intelligente? bastano una nuova Agenzia ed  un nuovo pacchetto normativo?

Sostenere interventi per lo sviluppo di comunità intelligenti significa, secondo noi, investire nei cittadini. Essere cittadini intelligenti è un bisogno da soddisfare per “ abitare” città intelligenti.

E’ un diritto di tutti quello di essere cittadini digitali, e quindi di accedere alle nuove tecnologie. Una strategia vincente ha alla base un programma forte di inclusione e di alfabetizzazione capace di rafforzare le capacità e le competenze della popolazione nel recepire positivamente le innovazioni.

Va pertanto affrontato il problema dell’inclusione digitale dando priorità ai seguenti aspetti:

  • investire nella scuola digitale, trasformando gli ambienti di apprendimento
  • promuovere l’uso delle ICT nelle imprese e nei vari settori professionali
  • promuovere l'e-commerce
  • incentivare e sostenere le donne  all’uso delle ICT
  • sostenere politiche a  favore dell'invecchiamento attivo 
  • sostenere politiche a  favore degli stranieri
  • investire nella sicurezza e nell'uso critico e consapevole dei contenuti e dell’infrastruttura della rete

Se riusciamo a fare questo nei prossimi anni ed insieme proviamo ad innovare le nostre regioni, seguendo la strategia europea di sviluppo dei territori definita "Smart Specialization", che richiede l’individuazione di specifici percorsi regionali di crescita sostenibile basati sull’innovazione, tenendo conto delle competenze locali e delle opportunità tecnologiche e di mercato globali, vuole dire che avremmo intrapreso la strada giusta verso un cambiamento radicale del concetto di sviluppo.

L’idea è quella di  innovare e crescere seguendo e potenziando le proprie vocazioni ed i loro campi di applicazione per adottare le nuove tecnologie.

Una grande opportunità, in questo senso, è rappresentata dal prossimo ciclo di programmazione 2014-2020, che si ispirerà al principio di concentrazione degli interventi su pochi obiettivi prioritari e traducibili in risultati misurabili, e che riguarderà la qualificazione della domanda di innovazione pubblica e privata dei territori, la valorizzazione del capitale umano altamente qualificato e lo stimolo all’imprenditorialità innovativa, mirando alla capacità dei sistemi produttivi di competere sui mercati internazionali.

 

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